L'assicurazione INAIL nel settore agricoltura

I lavoratori assicurati e le attività protette
Sono assicurati obbligatoriamente all’INAIL tutti i soggetti previsti dalla legge, tra i quali i lavoratori fissi o avventizi, addetti ad aziende agricole o forestali; i proprietari, mezzadri, affittuari, loro "coniuge" e figli, anche naturali e adottivi, che prestano opera manuale abituale nelle rispettive aziende, gli operai assunti a tempo determinato o indeterminato, gli apprendisti ed altri ancora.
Sono tutelate tutte le lavorazioni agricole e forestali principali e secondarie, previste dalla legge.
Sono considerate lavorazioni principali quelle inerenti alla coltivazione di fondi, orti e giardini, allevamento del bestiame, raccolta dei prodotti agricoli. Inoltre sono comprese le attività relative alla coltivazione boschiva (piantagione, potatura, seminazione) taglio delle piante e loro trasporto.
Le lavorazioni secondarie sono tutte quelle connesse alle lavorazioni principali agricole e forestali quali preparazione e conservazione dei prodotti agricoli, allevamento custodia e governo degli animali, irrigazione e cura delle piante ecc..

La denuncia di infortunio e di malattia professionale
La nozione di infortunio sul lavoro in agricoltura è identica alla normativa industriale, così come quella delle malattie professionali.
Per i lavoratori agricoli subordinati a tempo indeterminato e determinato l’obbligo della denuncia all’INAIL è a carico del datore di lavoro, come per il settore industria.
Per i lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri) è a carico del titolare del nucleo di appartenenza dell’infortunato, sia per il proprio infortunio che per quelli occorsi ai familiari coadiuvanti.
La denuncia di malattia professionale, per i lavoratori agricoli a tempo determinato e per i lavoratori autonomi spetta al medico che per primo ha fornito assistenza all’interessato il quale ha l’obbligo di trasmettere il certificato di denuncia all’Inail.

Le prestazioni sanitarie e quelle economiche - loro automatismo
Anche nel settore agricolo vige il principio della “automaticità delle prestazioni”, con esclusione, dal 1° gennaio 1998, dei lavoratori autonomi (es. coltivatori diretti), per i quali il conseguimento al diritto alle prestazioni economiche è subordinato alla regolarità contributiva.
Le prestazioni sono identiche a quelle corrisposte ai lavoratori del settore industriale, con alcune differenze che riportiamo di seguito.

L’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta
Segue le stesse modalità dell’industria, calcolando le aliquote del 60% e del 75% secondo i seguenti criteri: per i lavoratori agricoli subordinati a tempo indeterminato e determinato sulla retribuzione effettivamente percepita; per i lavoratori autonomi sulla retribuzione giornaliera minima fissata per la generalità dei lavoratori dell’industria.

Retribuzione per il calcolo delle rendite per inabilità permanente
Anche al lavoratore agricolo che riporti una inabilità permanente a seguito di infortunio o malattia professionale, viene erogata una rendita secondo gli stessi criteri e modalità previsti per il settore industria.
Diversa è la determinazione della retribuzione annua considerata per il calcolo delle rendite, che viene così calcolata: per i lavoratori agricoli subordinati a tempo indeterminato, sulla retribuzione effettiva compresa entro il minimale e massimale previsti annualmente per il settore industriale; peri lavoratori agricoli subordinati a tempo determinatosulla retribuzione annua convenzionale stabilita per il settore agricolo; per i lavoratori autonomi sul minimale previsto per i lavoratori dell’industria.

Riscatto della rendita agricola
I titolari di rendita possono ottenere, a determinate condizioni, la liquidazione in capitale degli ulteriori ratei di rendita loro spettanti. Le forme di riscatto previste sono due:
la prima riguarda le rendita per inabilità di grado non superiore al 20%, che possono essere riscattate quando sia trascorso un decennio dalla loro costituzione, a domanda dell’interessato;
la seconda dà facoltà al lavoratore con coniuge e figli aventi diritto alle quote integrative, quando sia titolare di una rendita non inferiore al 50%, di richiedere il riscatto della rendita per investimenti e miglioramenti della propria attività. Per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonché le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, quest’ultima richiesta può essere avanzata dagli assicurati che presentino una menomazione dell’integrità psicofisica di grado non inferiore al 35% (secondo i criteri fissati dal D.Lgs. 38/00).

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